IL GRUPPO LIGURE CRITICI CINEMATOGRAFICI SNCCI
presenta
LA STANZA DEL CINEMA
LUNEDÌ 12 OTTOBRE, ORE 17:15
RITRATTI E AFFARI DI FAMIGLIA:
IL CINEMA DI HIROKAZU KORE-EDA
a cura di
ANDREA BOSCO
Andrea Bosco presenterà al pubblico della Stanza del Cinema un ritratto monografico del regista Hirokazu Kore-eda, forse l’autore più amato e celebrato della scena giapponese di oggi, capace di indagare con occhio pudico e profondamente umano i legami familiari, la memoria, la perdita e le forme imprevedibili dell’amore, reduce dalle recenti incursioni festivaliere di Sheep in the Box (2026), appena transitato per le nostre sale, e di Look back (2026), che vedremo invece a fine gennaio.
Da Maborosi (1995), meditazione sul lutto e sull’elaborazione dell’assenza che ha meravigliosamente inaugurato il suo percorso, After Life (1998), viaggio poetico nel ricordo dei defunti calato in un aldilà a metà fra il teatro di posa e l’ufficio comunale, e Distance (2001), dolorosa riflessione su colpa e responsabilità vagamente ispirato alle attività della setta Aum Shinrikyo, emerge una sorta di trilogia esistenziale che già definisce i temi fondamentali del suo cinema, ma è con Nessuno lo sa (2004) che Kore-eda si impone all’attenzione internazionale portando invece la cinepresa all’altezza di quattro bambini abbandonati a loro stessi e inaugurando quella sua straordinaria capacità di raccontare l’infanzia senza mai indulgere nel sentimentalismo.
Alla famiglia e alle sue molteplici configurazioni è dedicata l’agrodolce riunione di Still Walking (2008), il titolo per cui molti addetti ai lavori cominciano a parlare di Kore-eda come dello Yasujiro Ozu del terzo millennio, seguito da un ideale trittico – che trova finalmente la via della distribuzione italiana – composto da Father and Son (2013), confronto fra due coppie di coniugi unite da uno scambio di figli alla nascita che si aggiudica il Premio della Giuria a Cannes, da Little Sister (2015), delicato racconto di quattro sorelle alle prese con un nuovo, inaspettato legame, e da Ritratto di famiglia con tempesta (2016), malinconica cronaca di un nucleo di affetti incapace di ricomporsi che sembra uscita dalla fase più classica della commedia di casa nostra.
Con Un affare di famiglia (2018), con cui conquista dopo vari tentativi la Palma d’Oro, il cineasta nipponico tocca una delle sue vette, attraverso le disavventure di un assortito gruppo di emarginati che sceglie di vivere al di fuori delle convenzioni sociali, mentre con L’innocenza (2023) imbastisce una narrazione a più prospettive – premiata anch’essa sulla Croisette – che smonta pregiudizi e apparenze per interrogarsi sulla complessità dello sguardo degli adulti e sulla percezione infantile del mondo.
Gli appuntamenti con la Stanza del Cinema si svolgono il primo e il secondo lunedì del mese a Palazzo Ducale, presso la sala Borlandi della Società Ligure di Storia Patria, al piano terra, per parlare delle pellicole approdate in sala e proporre approfondimenti su temi e personaggi della storia della Settima Arte. La discussione è aperta alla partecipazione del pubblico. L’ingresso è libero.